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Una casa in Liguria |
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Potremmo arrivare a New York e parlarne, scoprendo che qualcuno, anche oltreoceano, ne ha sentito il nome. Certo, accade molto di più per Santa Margherita o per Recco, senza parlare di Portofino. D'altra parte non pochi conoscono la valle alle spalle di Testana, la valle della Fontanabuona; vuoi per l'ardesia che sin dal medioevo si diffonde, vuoi per i siti di ospitalità agli antichi pellegrini, vuoi per la sua arte. |
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Ai piedi di questo piccolo paesino ligure c'è il mare, e gustarlo in modo esclusivo sarà semplice. La ricetta prevede di considerare prima di tutto ciò che si ha a destra e a sinistra: un abbraccio materno di verde che aspetta solo lunghe camminate. E nella valle di Testana, su, su, sino in cima al monte ci si prepara ai viottoli, sereni amici che hanno visto zoccoli e piedi di instancabili contadini; ci si prepara allo stare immersi nel verde per ore, gustando una fragola, sporadica scintilla di zucchero naturale; ci si prepara ad ammirare la pietra trasformata in muri e casette da fieno da lontane mani screpolate come corteccia. E' questo il punto di partenza per spingersi verso il vicinissimo promontorio di Portofino. E' lì, lo vediamo. E' lì che aspetta di essere vissuto, amato, come l'Associazione Internazionale dei suoi Amici.
Ma l'esercizio per cambiare vita non finisce qui. Come tutte le cose importanti, dopo aver messo in moto il corpo a beneficio dell'anima, ora il corpo vuole qualcosa in cambio. E, chiudendo gli occhi, sarà immediata l'immagine di una festosa tovaglia con sopra un bel piatto di troffie al pesto e qualche fetta di focaccia col formaggio, in mezzo agli ulivi appena mossi dalla primavera o argentati dall'estate. Sappiamo bene che anche in questi momenti l'anima sarà grata per la scelta. Cosa si potrebbe desiderare di più?
Forse una casa, ecco cosa si potrebbe desiderare per socchiudere gli occhi e fermare nella memoria queste immagini di piacere totale.
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Ecco qui.
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Si parlava prima di case con ascensore... Ora, immaginiamo di arrivare a casa, magari anche quando piove, ma anziché calpestare il nero asfalto ed essere circondati da strutture prefabbricate, qui l'ingresso a casa sia lo sfiorare l'erba. Sì, è tutto un altro mondo. E, a tre minuti a piedi dall'agevolissimo Sentiero Azzurro dei Due Golfi, si è quasi in cima al monte, verso le antiche cascine e il panorama del Golfo del Tigullio. |
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Ecco l'ingresso con la sua ampia tettoia lavorata. E, nel silenzio assoluto della campagna ligure, troviamo tutti i comfort. Ma anche, da maestri artigiani, la cura di ogni particolare. Siamo pronti a entrare. |
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Eccoci all'ingresso con disimpegno.
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Ecco una bella vista dell'ingressino, dall'interno della sala. Qui la doverosa ingegneria è abilmente coperta da un'architettura che ha voluto conservare tutto il fascino e il potere dell'antico, ricalcando perfettamente le lavorazioni d'epoca creando così un ambiente traslato nel tempo, a partire dall'opera artigianale di altissimo livello.
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La cucina è stata realizzata per unire alle comodità - nello spazio d'azione indispensabile - l'accoglienza degli ospiti. Una realizzazione che ha preteso, in modo naturalissimo, il mobile con ampio piano e colonnine lavorate che, attraverso la luce fra bancone e pensili, "mette in scena" il lavoro del fuoco e delle mani, esaltando la cucina a protagonista d'eccezione. Ed ecco, questa meraviglia scaturita da mani artigiane, con i suoi vetri che nascondono con discrezione i liquori. |
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E' difficile il compromesso fra attrezzatura e stile, perché si richiedono fuochi comodi, ancorché antichi (come il "runfò" - focolare con i tipici anelli di ferro), o moderni (come un favoloso cucinino "economico"), e acqua, potente, chiara, fresca, su un ampio lavandino di marmo. Ma potrebbe mancare il frigorifero, il forno a microonde e il frullatore? No, certo, perché la funzionalità è un bene irrinunciabile; infatti, davanti al lavandino, incassato nel pavimento, un pagliolato in legno trattato ci voleva proprio.
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L'illuminotecnica è un'alleata efficace per poter diffondere la luce tramite riflessione da sopra la cappa; l'intelligente installazione di un neon a luce calda sotto il bancone completa la perfetta visibilità di ogni angolo.
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Eccoci al piano superiore.
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E i fuochi artificiali dell'8 Settembre, a Recco? Capiamoci, ormai queste manifestazioni festose sono un'impresa anche disponendo di un elicottero. E allora: calca, frastuono, confusione e, non neghiamolo, disagi. I giovanissimi trovano sempre il modo di sfruttare al massimo il motorino, ma per il resto dei comuni mortali rimane ben poco. Tranne, però, un palcoscenico di tutto rispetto. Proviamo a immaginare nella cornice del Tigullio, là, in lontananza, l'animazione notturna di una festa che doni l'incanto di questa posizione di privilegio.
Ma pensiamo invece a chi ci saluterà la mattina: dall'interno di questa camera ci sentiamo offrire il buongiorno dalla pace del verde che, dai grandi finestroni basculanti, entra con luce mediata dalla soave morbidezza degli alberi. Sin dall'alba il bel sole ligure, forte ma anche mite, è padrone di questo angolo silenzioso e incontaminato. Una generosa caraffa d'acqua sorgiva e fresche lenzuola profumate saranno l'insolito corredo al di fuori dagli schemi urbani e, proprio tra il nostalgico frinire delle cicale, si potrà arginare la prepotenza dell'estate con la benedetta tenda avvolgibile che ripara anche dall'improvviso acquazzone di Agosto.
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La parete a sinistra è il disimpegno per il bagno, si nota un prezioso mobile, in penombra. Certamente esigenze di comodità sostituirebbero questo antico accessorio con uno più moderno: una lavatrice. Ne parleremo in seguito.
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Il bagno è una zona che esce dall'architettura generale proprio per ricordarci giustamente che i contadini di una volta non lo avevano in casa; le pareti, quindi, sono di un verde scuro a intonaco liscio, per non turbare il resto dell'incanto che si sprigiona costantemente da tutta la camera dei fiori. |
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A proposito: in primavera l'esplosione dei colori trova spazio fuori, sul terrazzo, come un'opulenta cesta ricolma di primizie, ma non si potrà resistere all'utilizzo del portavasi interno, proprio lì, in cima alla scala. Quando i fiori fanno capolino, sull'ingresso della camera, un irresistibile sorriso ci conduce sin nelle braccia di Morfeo, guardiano del nostro letto.
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Ma ora torniamo giù...
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Il piano terra è diviso in tre parti fondamentali: la cucina, la sala e una sorta di ambientino, dietro alla scala, utilizzabile per giocare leggermente in disparte dal resto della sala, o per leggere comodamente appartati o, ancora, per scrivere ciò che di più bello nasca dall'ispirazione donata da questo luogo.
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I piccoli lampadari paiono uscire da un'antica storia di remota memoria. Ecco come anche il dettaglio proponga una visione armonica non solo per chi lo gusti la prima volta, ma anche per chi decida di trasferirsi in questo quadro d'autore. La cornice è ben rappresentata dal pavimento e dai muri che, con cotto e calce, fanno sentire chiunque a casa propria. |
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Ed è proprio la sensazione di calma e rispetto che scaturisce dal disegno della scala, con le ardesie della Fontanabuona, con l'arco che addolcisce e richiama alla grazia (a proposito: si deve notare lo spazio ricavato sotto l'arco della scala, per il televisore e i relativi accessori. L'impianto elettrico e d'antenna, garantiscono il relax di un film o degli aggiornamenti quotidiani, giusto per non dimenticare completamente il mondo che ci circonda),. L'inevitabile sensazione di benessere si prolunga affiorando dalle finestre e le persiane di legno, per terminare nella proposta di un abbraccio unico e duraturo nel tempo, ad ogni ritorno a casa. |
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Un tavolo a fratina e la sua dolce panchetta, generati dalle mani di un maestro artigiano e con prolunghe appositamente dedicate, ospiterà comodamente sino a venti commensali. Ciò che durante le riunioni fra cari amici, davanti a pesce, troffie e focaccia, si potrà udire, sarà sempre un coro d'ammirazione per il benessere naturale che una semplice abitazione non potrebbe mai dare. E non dimentichiamo che gli schiamazzi non fanno che aumentare il buon umore. Chiunque conosce il lamento del vicino che non può condividere la propria voglia di cantare. Beh, qua è tutta un'altra vita. |
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E' scendendo sotto il piano stradale che potremmo incappare nelle cose più losche.
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L'aspetto rude, quasi da bettola, trova la sua massima espressione in questo ambiente cui è vietato associare nomi come "cantina" o "tavernetta". Il solido lavoro che il fornaio produce sarà controllato dall'ospite che, scendendo dalla sala, attende comparire le prelibatezze dalla bocca del forno per salire verso i merletti e le tovaglie a quadretti del piano superiore. |
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Qui si dibatte sul confronto con i ristoratori di Recco, qui si trova la fragranza del pane casereccio sull'embrice e il gusto della grigliata in casa, senza fumi, ma con tantissimo arrosto.
Tutto il volume sottostante il forno ospita fascine e legna a volontà, facilmente recuperabili dal contadino o in vendita nella valle.
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Ecco, finalmente, la cantina, quella vera, quella dove riporre i beni più preziosi, come le conserve di pomodoro, l'olio spremuto a freddo o il vinello genuino.
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