Una casa in Liguria

Potremmo arrivare a New York e parlarne, scoprendo che qualcuno, anche oltreoceano, ne ha sentito il nome. Certo, accade molto di più per Santa Margherita o per Recco, senza parlare di Portofino. D'altra parte non pochi conoscono la valle alle spalle di Testana, la valle della Fontanabuona; vuoi per l'ardesia che sin dal medioevo si diffonde, vuoi per i siti di ospitalità agli antichi pellegrini, vuoi per la sua arte.

Ai piedi di questo piccolo paesino ligure c'è il mare, e gustarlo in modo esclusivo sarà semplice. La ricetta prevede di considerare prima di tutto ciò che si ha a destra e a sinistra: un abbraccio materno di verde che aspetta solo lunghe camminate. E nella valle di Testana, su, su, sino in cima al monte ci si prepara ai viottoli, sereni amici che hanno visto zoccoli e piedi di instancabili contadini; ci si prepara allo stare immersi nel verde per ore, gustando una fragola, sporadica scintilla di zucchero naturale; ci si prepara ad ammirare la pietra trasformata in muri e casette da fieno da lontane mani screpolate come corteccia. E' questo il punto di partenza per spingersi verso il vicinissimo promontorio di Portofino. E' lì, lo vediamo. E' lì che aspetta di essere vissuto, amato, come l'Associazione Internazionale dei suoi Amici.
Stare a Testana potrebbe essere un impegno maggiore di quel che si possa credere, potrebbe essere un nuovo modo di vivere. Vivere in Liguria.

Ma l'esercizio per cambiare vita non finisce qui. Come tutte le cose importanti, dopo aver messo in moto il corpo a beneficio dell'anima, ora il corpo vuole qualcosa in cambio. E, chiudendo gli occhi, sarà immediata l'immagine di una festosa tovaglia con sopra un bel piatto di troffie al pesto e qualche fetta di focaccia col formaggio, in mezzo agli ulivi appena mossi dalla primavera o argentati dall'estate. Sappiamo bene che anche in questi momenti l'anima sarà grata per la scelta. Cosa si potrebbe desiderare di più?

Forse una casa, ecco cosa si potrebbe desiderare per socchiudere gli occhi e fermare nella memoria queste immagini di piacere totale.
E allora si potrà parcheggiare l'automobile, si potrà lasciare il progresso grigio alle spalle, per scendere il viottolo di pietra, verso casa; ci si potrà finalmente concedere di interrompere davvero di vivere il presente per immergersi in quel passato che fa ascoltare il fuoco del forno nell'attesa di una cottura naturale; in quel passato che si può vivere ammirando uno dei posti incontaminati più belli del mondo. E mentre d'inverno la stufa a legna è accesa, si potrà porgere lo stesso privilegio agli ospiti.

Non è bello dirlo, ma non si può nascondere che alcuni rifacimenti edilizi locali non abbiano conservato l'immagine originale, e questo dà immediatamente la dimensione di quello che, in fondo, si desideri da una casa. Sì perché potremmo trovare addirittura appartamenti con garage, ascensore, piastrelle e infissi di alluminio, ma cercando bene nell'intimo si nota sin troppo bene che il prepotente desiderio è soltanto una casa che offra il vero calore del legno, la bellezza dell'ardesia, la forza della pietra e il candore della calce e, seguendo questo percorso fotografico, scopriremo una bellezza mai vista.


Iniziamo dalla piantina, giusto per vedere quanto la casa sia isolata pur vicinissima alla strada carrabile.

Ecco qui.
Ovviamente, la fotografia non può mai restituire l'aria pulita, la dimensione dello spazio e del tempo, che in questi ambiti si perde nel fluire della pace.
E quanto occorre per raggiungere il posto? L'inezia della dozzina di minuti da Recco, in confronto a quello che si potrà riversare e si potrà ricevere da questo posto, è veramente cosa da poco. D'altronde, pur in automobile si percorre tutta una strada immersa, sin da valle, dentro la campagna ligure.

Si parlava prima di case con ascensore... Ora, immaginiamo di arrivare a casa, magari anche quando piove, ma anziché calpestare il nero asfalto ed essere circondati da strutture prefabbricate, qui l'ingresso a casa sia lo sfiorare l'erba. Sì, è tutto un altro mondo. E, a tre minuti a piedi dall'agevolissimo Sentiero Azzurro dei Due Golfi, si è quasi in cima al monte, verso le antiche cascine e il panorama del Golfo del Tigullio.

Ecco l'ingresso con la sua ampia tettoia lavorata. E, nel silenzio assoluto della campagna ligure, troviamo tutti i comfort. Ma anche, da maestri artigiani, la cura di ogni particolare. Siamo pronti a entrare.

Eccoci all'ingresso con disimpegno.
Stile, armonia e accoglienza esclusivi, si potrebbe dire, ma non è soltanto questo: è la cura della soluzione di comodità e utilità.
In prima battuta si nota uno spazio che permette alla sala di rimanere isolata dal portoncino. Il consentire la separazione fra ambiente esterno e interno non è soltanto una soluzione di gradimento, oltre a isolare dalla temperatura esterna, ma anche il modo più efficace per disporre di una piccola area dove stazionano piccoli bagagli, e troviamo quindi il portaombrelli, l'appendiabiti, l'interruttore generale, la valvola per l'acqua.

E soffermandoci su alcuni particolari, troviamo una ricercata lampada dedicata, un grande e robusto zerbino incassato, porta con vetri antichi, maniglie di ceramica lavorata e finiture pregevoli. Il tutto grazie all'ampio uso di ottone e legno massello. Il matrimonio fra questi materiali e ardesia, calce e cotto, non finisce di stupire per il benessere che emana.

L'immagine "consumata" non è falsata da antichizzazioni improbabili ma è il legame di tutta la casa: solidità nella robustezza delle stagionature curate da una proprietà che non solo ha creato questo gusto del bello, ma ne ha anche mantenuto costantemente la purezza con l'amore di chi vive questo gioiello.

Ecco una bella vista dell'ingressino, dall'interno della sala. Qui la doverosa ingegneria è abilmente coperta da un'architettura che ha voluto conservare tutto il fascino e il potere dell'antico, ricalcando perfettamente le lavorazioni d'epoca creando così un ambiente traslato nel tempo, a partire dall'opera artigianale di altissimo livello.
Sulla sinistra, si intravvedono quei ripiani incassati, originali e restaurati. E' chiaro che il pavimento in cotto sia una scelta inevitabile, come lo scalino in ardesia e i muri bianchi di calce.
Non poteva essere diversamente.

La cucina è stata realizzata per unire alle comodità - nello spazio d'azione indispensabile - l'accoglienza degli ospiti. Una realizzazione che ha preteso, in modo naturalissimo, il mobile con ampio piano e colonnine lavorate che, attraverso la luce fra bancone e pensili, "mette in scena" il lavoro del fuoco e delle mani, esaltando la cucina a protagonista d'eccezione. Ed ecco, questa meraviglia scaturita da mani artigiane, con i suoi vetri che nascondono con discrezione i liquori.

E' difficile il compromesso fra attrezzatura e stile, perché si richiedono fuochi comodi, ancorché antichi (come il "runfò" - focolare con i tipici anelli di ferro), o moderni (come un favoloso cucinino "economico"), e acqua, potente, chiara, fresca, su un ampio lavandino di marmo. Ma potrebbe mancare il frigorifero, il forno a microonde e il frullatore? No, certo, perché la funzionalità è un bene irrinunciabile; infatti, davanti al lavandino, incassato nel pavimento, un pagliolato in legno trattato ci voleva proprio.

L'illuminotecnica è un'alleata efficace per poter diffondere la luce tramite riflessione da sopra la cappa; l'intelligente installazione di un neon a luce calda sotto il bancone completa la perfetta visibilità di ogni angolo.
Modanature, tendine, rifiniturine, vitine... parrebbe la casetta di una fiaba di Andersen dove il legno di agramosia e l'ottone proseguono il dialogo con le esclusive piastrelle di Vietri.

Bene, diamo un'occhiata alla piantina e poi andiamo su.






Eccoci al piano superiore.
Una splendida "camera con vista" non è soltanto grazie alla visione del mare, sebbene dal terrazzo si ammiri quasi attoniti, in piedi, affascinati, il promontorio di Portofino, San Rocco di Camogli e la visione del mare popolato dai pescatori liguri, anche la notte, quando le lampare fanno a gara con le lucciole.

E i fuochi artificiali dell'8 Settembre, a Recco? Capiamoci, ormai queste manifestazioni festose sono un'impresa anche disponendo di un elicottero. E allora: calca, frastuono, confusione e, non neghiamolo, disagi. I giovanissimi trovano sempre il modo di sfruttare al massimo il motorino, ma per il resto dei comuni mortali rimane ben poco. Tranne, però, un palcoscenico di tutto rispetto. Proviamo a immaginare nella cornice del Tigullio, là, in lontananza, l'animazione notturna di una festa che doni l'incanto di questa posizione di privilegio.

Ma pensiamo invece a chi ci saluterà la mattina: dall'interno di questa camera ci sentiamo offrire il buongiorno dalla pace del verde che, dai grandi finestroni basculanti, entra con luce mediata dalla soave morbidezza degli alberi. Sin dall'alba il bel sole ligure, forte ma anche mite, è padrone di questo angolo silenzioso e incontaminato. Una generosa caraffa d'acqua sorgiva e fresche lenzuola profumate saranno l'insolito corredo al di fuori dagli schemi urbani e, proprio tra il nostalgico frinire delle cicale, si potrà arginare la prepotenza dell'estate con la benedetta tenda avvolgibile che ripara anche dall'improvviso acquazzone di Agosto.

La parete a sinistra è il disimpegno per il bagno, si nota un prezioso mobile, in penombra. Certamente esigenze di comodità sostituirebbero questo antico accessorio con uno più moderno: una lavatrice. Ne parleremo in seguito.
Certamente questo piccolo ambiente risulta indispensabile per creare la dovuta discrezione, soprattutto quando si abbiano ospiti.

Ma, tornando alla camera, notiamo facilmente che la sua ampiezza permette persino l'asilo a due eventuali ospiti troppo stanchi o semplicemente arsi dal desiderio di un goccio di felicità. Ma instaurare uno studio per attività che richiedano rilassamento, concentrazione ed esclusività, potrà essere anche la destinazione di questo spazio infinitamente rigenerante.

Il pavimento è realizzato con listoni di castagno stagionato perché soltanto così si cammina felici, come da bambini, e uno sporadico scricchiolio riporterà alla mente cosa fare a Natale. Volgendo lo sguardo in alto, il grosso trave grezzo al colmo del soffitto rimanderà alla memoria la struttura tipica delle case antiche locali, ed ecco che la netta sensazione di calda robustezza e morbida amicizia con i materiali vince la partita. Le pareti perimetrali stesse, con la copertura grossolana, a calce, richiamano in noi sensazioni di ruralità e pace. E ciò non ci stupisce, perché questi valori, qui finalmente vivibili appieno, sono parte di noi.

Il bagno è una zona che esce dall'architettura generale proprio per ricordarci giustamente che i contadini di una volta non lo avevano in casa; le pareti, quindi, sono di un verde scuro a intonaco liscio, per non turbare il resto dell'incanto che si sprigiona costantemente da tutta la camera dei fiori.


A proposito: in primavera l'esplosione dei colori trova spazio fuori, sul terrazzo, come un'opulenta cesta ricolma di primizie, ma non si potrà resistere all'utilizzo del portavasi interno, proprio lì, in cima alla scala. Quando i fiori fanno capolino, sull'ingresso della camera, un irresistibile sorriso ci conduce sin nelle braccia di Morfeo, guardiano del nostro letto.

Ma torniamo al Bagno. Dato che per l'accesso è stato creato quel comodo disimpegno, già visto, che separi gli ambienti e permetta la giusta intimità, non si poteva evitare di integrare nel progetto la già citata lavatrice - elettrodomestico indispensabile, a seconda di come si viva la casa - che, a suo corredo, ha tutta l'opera elettrica e idraulica richiesta.
Sopra al disimpegno fa capolino, magari nascosto da un bel quadro antico con natura morta, un utile ripostiglio, dove riposeranno le coperte invernali o gli attrezzi per il soggiorno al mare, tutto a suo tempo.

Le rubinetterie e i sanitari sono di qualità. Mai potremmo rinunciare a silenziosi ed efficienti apparecchi per la comodità, soprattutto nei momenti in cui ci dedichiamo alla cura del corpo. E quindi, per non negare che anche l'occhio voglia la sua parte, le piastrelle sono disegnate a mano, sono collocate secondo un ordine che psicologicamente allieta, ce ne accorgiamo subito, e, non per ultimo, il finestrino corredato magari con tendine a pizzi, completerà l'armonia proprio quando la necessità di eleganza pretende di completare la funzionalità.

E proprio riguardo la funzionalità... uno specchio, grande, enorme: tutta una parete. Comodo. Bello.
Ma abbiamo anche piccoli incassi piastrellati dove troveranno posto i saponi e i corredi da bagno.







Ma ora torniamo giù...




...verso il piano terra.

Il piano terra è diviso in tre parti fondamentali: la cucina, la sala e una sorta di ambientino, dietro alla scala, utilizzabile per giocare leggermente in disparte dal resto della sala, o per leggere comodamente appartati o, ancora, per scrivere ciò che di più bello nasca dall'ispirazione donata da questo luogo.

La sala è ampiamente sfruttabile e, tra le fineste, può trovare spazio una bella credenzona d'epoca che saprà conservare tutto il vasellame, le tovaglie, le conserve alimentari e le belle cose che si associno a un soggiorno da favola.

I piccoli lampadari paiono uscire da un'antica storia di remota memoria. Ecco come anche il dettaglio proponga una visione armonica non solo per chi lo gusti la prima volta, ma anche per chi decida di trasferirsi in questo quadro d'autore. La cornice è ben rappresentata dal pavimento e dai muri che, con cotto e calce, fanno sentire chiunque a casa propria.

Ed è proprio la sensazione di calma e rispetto che scaturisce dal disegno della scala, con le ardesie della Fontanabuona, con l'arco che addolcisce e richiama alla grazia (a proposito: si deve notare lo spazio ricavato sotto l'arco della scala, per il televisore e i relativi accessori. L'impianto elettrico e d'antenna, garantiscono il relax di un film o degli aggiornamenti quotidiani, giusto per non dimenticare completamente il mondo che ci circonda),. L'inevitabile sensazione di benessere si prolunga affiorando dalle finestre e le persiane di legno, per terminare nella proposta di un abbraccio unico e duraturo nel tempo, ad ogni ritorno a casa.

Un tavolo a fratina e la sua dolce panchetta, generati dalle mani di un maestro artigiano e con prolunghe appositamente dedicate, ospiterà comodamente sino a venti commensali. Ciò che durante le riunioni fra cari amici, davanti a pesce, troffie e focaccia, si potrà udire, sarà sempre un coro d'ammirazione per il benessere naturale che una semplice abitazione non potrebbe mai dare. E non dimentichiamo che gli schiamazzi non fanno che aumentare il buon umore. Chiunque conosce il lamento del vicino che non può condividere la propria voglia di cantare. Beh, qua è tutta un'altra vita.



Dalla cucina, sbirciamo la scala per il piano superiore e scorgiamo il piano inferiore.
Andiamo giù e guardiamo indietro, per vedere il mobile della cucina.

E' scendendo sotto il piano stradale che potremmo incappare nelle cose più losche.
Oppure le più creative.

Cosa avremmo potuto trovare, scendendo la scala?
Forse un locale dove passare il tempo, forse un ripostiglio, o magari una cameretta per i bambini...
Nulla di tutto questo. Qui non ci possiamo aspettare attività canoniche, in questa invenzione che sta perfettamente in equilibrio fra il godimento e il gioco attivo, non potevamo altro che aspettarci qualcosa di formidabile come un vero forno a legna, quello dei fornai veri, per intenderci.

E allora: via!
Via alla creatività, via al divertimento, via alla generosità di un piacere inedito, non solo per il palato, intendiamoci, ma soprattutto per il gusto pieno di "fabbricare" in casa quei sapori, quei gusti che con ricette semplicissime (davvero!) e antiche, sanno riportarci alla vita sana e tutta da gustare, soli o con una fila di amici in attesa con la forchetta in mano e il tovagliolo al collo.

(Fantastico: c'è un bellissimo ricettario per sfornare, senza timori, le prelibatezze più acclamate...)

L'aspetto rude, quasi da bettola, trova la sua massima espressione in questo ambiente cui è vietato associare nomi come "cantina" o "tavernetta". Il solido lavoro che il fornaio produce sarà controllato dall'ospite che, scendendo dalla sala, attende comparire le prelibatezze dalla bocca del forno per salire verso i merletti e le tovaglie a quadretti del piano superiore.

Qui si dibatte sul confronto con i ristoratori di Recco, qui si trova la fragranza del pane casereccio sull'embrice e il gusto della grigliata in casa, senza fumi, ma con tantissimo arrosto.
Il forno "professionale", ampio internamente quasi un metro e mezzo, con l'aiuto dei testi per focaccia e farinata, e le griglie per carni e pesce, saprà soddisfare i palati più fini e la voglia di naturale. Qui si fa la storia del buongustaio. A invitare Veronelli c'è solo un risultato: qui si fa sul serio. E l'accoglienza del cotto confina con l'alzata antistante il forno, un punto di rilievo, il palcoscenico del sorriso, circondato da uno scalino di legno che incornicia le "ciappe" di ardesia, calpestate dall'uomo del fuoco.

Tutto il volume sottostante il forno ospita fascine e legna a volontà, facilmente recuperabili dal contadino o in vendita nella valle.

A fianco, l'allegra e solerte caldaia a legna offre la fonte alternativa per il riscaldamento, qualora si desideri il piacere della vita con l'odore o, se vogliamo, il sapore dell'antico, a completare il raccoglimento che nelle giornate invernali dà il tocco finale alla sensazione di campagna. Di vera campagna. Castagne a far caldarroste? Torniamo al piano di sopra e leviamo gli anelli dalla cucina della nonna. Tutti i bambini (sì, soprattutto quelli che ancora vivono in noi) usciranno allo scoperto scottandosi un po' le ditina nell'allegria dello scoppiettio.

Ecco, finalmente, la cantina, quella vera, quella dove riporre i beni più preziosi, come le conserve di pomodoro, l'olio spremuto a freddo o il vinello genuino.
La temperatura, racchiusa in una roccia immortale e circondata da muri a secco, è ideale, come una piccola grotta. Anche d'estate.

Se l'ampia area del forno, quasi nascosta, quasi da carbonari, accentua la complicità dei commensali, viene spontaneo il desiderio di pensare a una serata con lo spirito della goliardia, tutti dinnanzi al forno.

Ma è proprio qui che scatta il meccanismo della ricercatezza: basterà aprire la botola e scendere in cantina per cercare qualcosa di gelosamente custodito, qualcosa di esclusivo.
E, in quei momenti, sarà estremamente semplice e naturale stappare alla salute della compagnia, tanto, appena solleveremo il massiccio portello, con l'apposita corda, la luce si accenderà da sola, e la sorniona capatina in cantina sarà facile e spontanea, col sorriso sulle labbra dei veri complici.

Davvero una sensazione di completezza.
Ma accentuata immaginando quante prelibatezze e vini pregiati saranno preparati e, con facilità, accomodati amorevolemente, trovando riparo in questo impagabile spazio segreto.




Per concludere, ecco alcune informazioni tecniche.

Il riscaldamento avviene tramite termosifoni che diffondono il calore dell'acqua proveniente da uno scaldabagno a gas metano. In alternativa, come già visto, abbiamo una caldaia a legna corredata di termostato elettronico. Un boiler elettrico conclude l'opera di riscaldamento dell'acqua.

L'impianto elettrico è completamente intubato sotto traccia ed è diviso in tre zone protette da altrettanti interruttori magnetotermici; in questo modo, un'eventuale anomalia rimarrà localizzata per conservare la rimanente illuminazione. La luce scale è servita da tre relé, uno per piano, offrendo la spontaneità di azione.

L'impianto d'antenna TV, anch'esso incassato, è predisposto per antenne alimentate, per una visione perfetta di tutte le emittenti nazionali e moltissime locali.

Il telefono è sito in posizione comoda, dietro la scala, in sala. Ma la linea intubata raggiunge anche la camera, proprio accanto al letto.

La pressione dell'acqua è molto potente e serve tranquillamente cucina e doccia contemporaneamente, per non avere problemi nei momenti di relax.






Cliccando sul sottostante piccolo filmato si vedrà inizialmente la posizione della casa, nel contesto.
Tutto il resto è solo piacere per gli occhi.



Località Serro, Testana - comune di Avegno, provincia di Genova.